21 ottobre 2014

Tiramisù con biscotti al sale di Cervia per il Salone del Gusto




Sabato scorso ho tenuto un corso di biscotti da Otto in cucina e durante la settimana precedente mentre preparavo qualche impasto di prova,pensavo che  i miei biscottti che riscuotono il maggior successo sono i biscotti al cioccolato e sale.
E' stata una naturale associazione di idee pensare al Sale marino artigianale di Cervia come prodotto dell'Arca della mia regione da usare nella ricetta che Pasta Garofalo ci ha chiesto di pubblicare sul nostro blog come seconda tappa di avvicinamento al Salone del Gusto.
Sarò a  Torino,come rappresentante di AIFB,domenica 25 ottobre.Durante la presentazione del progetto Unforketable accompagnerò la brigata di Niko Romito in due momenti distinti della giornata,alle 13.30 e alle 20.30 parlando di due prodotti tipici: la patata e la Manteca.
 

Ritornando al prodotto dell'Arca di Slow food ho scelto il sale della Salina di Cervia," un sale marino integrale prodotto, raccolto e confezionato secondo il metodo tradizionale. Non viene essiccato artificialmente, mantenendo le sua naturale umidità (2%), tipica del sale marino non raffinato, consentendo quindi la presenza di tutti gli oligoelementi presenti nell'acqua di mare, come lo iodio, lo zinco, il rame, il manganese, il ferro, il magnesio e il potassio. 

Da sempre è conosciuto come un sale dolce, non perchè abbia una minore capacità salante, ma per una più limitata presenza dei sali amari, come i solfati di magnesio, di calcio, di potassio e il cloruro di magnesio, cioè di quelle sostanze per lo più insolubili, che danno al sale quel retrogusto amarognolo meno gradito al palato.

La salina di Cervia è riconosciuta, per il suo alto valore naturalistico e paesaggistico, come area umida di importanza internazionale, fa parte del Parco Regionale Delta del Po Emilia-Romagna. In uno dei bacini della salina la raccolta del sale avviene ancora secondo l’antico sistema artigianale cervese: la salina Camillone.

Il sistema tradizionale di produzione “a raccolta multipla” si adatta perfettamente alle difficili condizioni pedo-climatiche dell’Adriatico: non a caso si praticava solo a Cervia. La raccolta avveniva ogni giorno: ogni salinaio divideva il proprio bacino di raccolta, l’ultimo dopo i diversi passaggi in vasche di evaporazione, in cinque piccoli settori. Ogni giorno raccoglieva il contenuto di un settore e, in cinque giorni, esauriva tutto il sale. Ciò impediva,come sopracitato,la formazione dei sali più “amari”, come i cloruri di potassio e di magnesio, che richiedono più tempo per cristallizzare e concentrazioni saline più elevate, difficili da raggiungere alle temperature medie di quest’area."



Per la mia ricetta ho usato il Salfiore di Romagna marino integrale a grana medio-fine.


Ho deciso di giocare faacile e di riproporre il vincente abbinamento cioccolato e sale in una nuova ricetta di biscotti,biscotti che ho poi utilizzato per ingolosire un classico tiramisù.

Tiramisù con biscotti al sale di Cervia 

Per i biscotti "crepati " 
Ingredienti
100 g cioccolato fondente
25 g di burro morbido
45 g zucchero semolato
1 uovo piccolo
un baccello di vaniglia
100g  g di farina 00
2g di  sale marino artigianale di Cervia
2g di lievito chimico

Procedimento
In una ciotola sciogliere  il cioccolato (a bagnomaria o nel microonde).
In una terrina setacciare la farina, il lievito ed unire il sale
Montare il burro con  lo zucchero ed i i semi della vaniglia  fino ad ottenere un composto molto chiaro. Aggiungere lentamente l' uovo ed il cioccolato fuso.Incorporare gli ingredienti secchi mescolando fino ad ottenere un composto omogeneo. Porre l'impasto in frigorifero a solidificare per un paio di ore. Con le mani prelevare una piccola quantità di impasto e formare una pallina.Far rotolare la pallina di pasta nello zucchero a velo e appoggiarla su di una teglia rivestita di carta da forno. Formare tutte le palline.Con il dito indice porre una lieve pressione su ogni biscotto.
Cuocere i biscotti per una decina di minuti fino a quando i bordi risultano induriti ma la parte centrale è ancora un po’ morbida.

Per il tiramisù (per 6 bicchierini da caffè)
Pate à bombe
65g di tuorli
25g di zucchero semolato
8g di acqua

250g di mascarpone
125g di panna
2 cucchiai di zucchero a velo
Inoltre
caffè
savoiardi

Procedimento
In un piccolo tegame mettere lo zucchero e l'acqua e portarli a 121°C.Versare lo sciroppo bollente sui tuorli e montare alla massima velocità fino a quando la pate à bombe non si è raffreddata.
Montare la panna ed il mascarpone,unire con l'aiuto di una frusta. la pate à bombe ed i due cucchiai di zucchero a velo.
Bagnare nel caffè un pezzetto di un savoiardo e metterlo sul fondo di un bicchierino da caffè.versarvi sopra la crema.Procedere con la stessa modalità per realizzzare gli altri bicchierini.Porli in frigorifero qualche ora.Al momento di servire il dolce,appoggiare sulla crema un biscotto "crepato".

16 ottobre 2014

Salone del Gusto 2014 :una foodblogger in esplorazione e 10 prodotti da trovare


Sono una foodblogger anomala.Non sono mai andata al Salone del Gusto di Torino.
Ho sempre desiderato andare,ma puntualmente c’era  qualcosa che aveva la precedenza. 
E così l’ho  guardato con gli occhi di altri attraverso i racconti pubblicati in internet.
Quest’anno è diverso: sono tra i venti foodblogger che Pasta Garofalo,Slow food e AIFB (Associazione italiana foodblogger ) hanno coinvolto per presentare il progetto UNFORKETABLE,che durante i giorni della manifestazione vedrà all'opera  lo  chef stellato Niko Romito e la sua brigata.

E così tra dieci giorni sarò al Salone e lo guarderò con i miei occhi.
La foto che ho messo a corredo di questo post ben descrive il mio approccio all'evento: mi sento un’esploratrice....del Gusto.
In questi giorni sto pensando spesso al  Salone:immagini,idee,pensieri affollano la mia mente,ma è tutto in penombra,come la foto,nulla di chiaro,di limpido.Non vedo l’ora di arrivare ed accendere la luce!!
Mi è stato chiesto di pensare ai 10 prodotti che vorrei trovare a Torino.
Da "absolute beginner" ho iniziato dalle basi,studiando i prodotti dell'Arca di Slow Food.
In questo momento ci sono 2000 prodotti a bordo dell'Arca,2000 specialità provenienti da tutto il mondo a rischio di estinzione e che come tali vanno salvaguardate.Come? in un modo molto semplice: comunicandoli,sostenendo i loro produttori,consumandoli.
Io li vorrei trovare tutti e duemila,ma dovendone scegliere dieci....

Da emiliana vorrei conoscere questi due prodotti della mia regione,che -faccio outing -mi sono quasi sconosciuti!!

1) il Salmerino del Corno alle scale,un pesce parente della trota fario e del salmerino alpino,  importato dall’America alla fine dell’Ottocento che si distingue per la livrea sgargiante.Viene allevato in vasche alimentate da acqua di sorgente in uno stabilimento situato appunto nel piccolo parco regionale del Corno alle Scale sull'Appennino tosco-emiliano.

2) la Pera cocomerina,dolce e molto profumata, dal vago sentore moscato e di sorba.
La Cocomerina si conserva per poco tempo ed è molto sensibile alla ticchiolatura. Per questi motivi   va consumata subito, altrimenti si perdono molte delle sue caratteristiche organolettiche. Il frutto fresco è quindi difficile commercializzazione,ma si presta molto bene alla trasformazione in marmellate o alla conservazione in sciroppo.

Da amante dei paesi del Nord Europa vorrei assaggiare 

3) il Geitost artigianale del fiordo di Sogne (Norvegia),un particolare formaggio a latte crudo di capra dolce caramellato a pasta marrone,che tradizionalmente si mangia a fette molto sottili e si accompagna con pane caldo.
La sua lavorazione prevede di portare a ebollizione il siero fresco e di aggiungere crema di latte vaccino. Il tutto viene riscaldato a 40°C per 8-10 ore: durante la cottura, il lattosio presente nel latte cristallizza, colorandolo di marrone. La massa solida che se ne ricava – costituita essenzialmente da proteine dell’albumina, globuli grassi del latte e zuccheri caramellati – viene poi lasciata raffreddare, lavorata a mano e inserita in forme di legno rettangolari. Dopo un giorno, il formaggio marrone è pronto per essere consumato.
I produttori del Presidio, inoltre, usano soltanto il latte della razza locale, la capra di Sognefjord, allevata al pascolo sui ripidi versanti del fiordo, per la maggior parte dell’anno.

4) lo skyr dall’Islanda,un formaggio fresco a base di latte acido, ottenuto dalla coagulazione delle caseine attraverso acidificazione con lattobatteri.
Quando sono stata nella terra del fuoco e del ghiaccio non ho avuto il piacere di assaggiarlo,ma ne sento spesso decantare la bontà.Tra l'altro essendo fatto con latte scremato è povero di grassi e ricco in proteine,per cui non dovrebbe fare troppi danni alla linea!! 

Da teina e caffeina addicted ed infatti mentre scrivo sono qui che sorseggio la mia tazza di tè ai frutti di bosco vorrei provare:

5) gli Infusi di erbe e  frutti spontanei del Rosson (Bielorussia),un'area di boschi e paludi con un ambiente ideale per la crescita di  erbe aromatiche e i frutti di bosco. I principali ingredienti offerti dal bosco sono: ribes nero, fragoline di bosco, mirtillo nero e rosso, rosa canina, lampone, epilobio o camenèrio (Epilobium angustifolium), iperico, timo, spirea olmaria (Filipendula ulmaria),che vengono preventivamente essiccati e poi miscelati secondo antiche ricette di famiglia.

6)il Caffè di Ibo (Mozambico),apprezzato in particolare per il basso contenuto di caffeina, il caffè di Ibo sviluppa in tazza un intenso aroma di erbe (prevalentemente alloro, ma anche menta, eucalipto e liquirizia) caratteristiche che lo rendono un prodotto unico ed estremamente interessante.

Per ampliare la dispensa dei miei dolci

7) la Mandorla di Toritto (Puglia),frutto dall'un alto contenuto in olio e acidi grassi polinsaturi, una bassissima acidità e una sapore intenso ma, allo stesso tempo, equilibrato, con note di burro finali. La spiccata pastosità la rende ideale per l’utilizzo in pasticceria.

8) la Fragolina di Sciacca e Ribera,che cresce sia spontanea nelle macchie del massiccio delle Madonie, sui Monti Nebrodi e sull’Etna, sia  coltivata nelle zone vallive di Ribera e Sciacca. Pare che queste  piccole fragole coltivate ancora oggi in quest’area dell’Agrigentino derivino da piantine portate in Sicilia dai reduci di ritorno dalla Grande Guerra.  Le fragoline resistettero e si acclimatarono piuttosto bene. Si raccoglie a mano per un periodo brevissimo compreso tra aprile e maggio ed è delicatissima,infatti  è sufficiente che lo scirocco soffi un paio di volte per compromettere il raccolto della stagione: le piantine, i fiori e i boccioli seccano e per un paio di settimane non cresce più nulla. 
Da portare ai  i miei due uomini che nei giorni della mia assenza assumeranno una dieta composta solo da derivati del suino!

9) il Furmagin da cion (Svizzera),un pasticcio di carne di maiale,un tempo preparato nelle pentole o nelle pirofile da dolce, assumendo una forma rotonda di grandi dimensioni, simile a una formaggetta.
Nel dialetto locale il cion è il maiale e il furmagin indica una torta di carne. .Era il prodotto che si consumava durante il periodo dell'uccisione del maiale e la ricetta variava di famiglia in famiglia ma alla base c'erano sempre le parti povere dell'animale come collo, guancia, fegato e pancia, tritate, speziate e cotte in forno.

E per finire la foodblogger che lavora alla Ricerca&Sviluppo di un'azienda che produce succhi di frutta muore letteralmente dalla voglia di assaggiare:
10)i succhi di frutta selvatica delle isole Gandoul (Senegal ),prodotti da una comunità di donne che raccolgono i frutti spontanei che crescono nella zona trasformandoli in  ottimi succhi di karkadè, baobab, ginger, tamarindo, ditakh, new e altra frutta.



10 ottobre 2014

Torta alla crema e lamponi: l'eleganza in un'onda #worldeggday


Non ricordo più dove ho letto che "l'eleganza è sempre un risparmio di energia".
In effetti il mio concetto di eleganza,se penso agli abiti,all'arredamento coincide con l'assenza di sovrastrutture,a forme semplici,lineari,quasi essenziali.Forse è per questo che ho provato subito un'attrazione per le foto di "naked cake" su Pinterest.
Le "naked caked" sono l'alter ego del cake design: base e farciture della torta visibili,decorazione ridotta ai minimi termini e realizzata con  frutta,fiori,foglie e rami.


Sono torte che sembrano facili da fare,ma proprio perchè prive di sovrastrutture dietro cui nascondersi o nascondere eventuali difetti,si deve lavorare di precisione e con estrema pulizia,altrimenti sembra una torta non decorata!!
Appena mi si è presentata l'occasione (il compleanno del fratellone)mi sono cimentata anche io in una personale versione di naked cake: ciambella alla panna,farcita con crema pasticcera e lamponi,ricoperta con un velo di panna montata.La decorazione, una semplicissima onda fatta con il beccuccio per la Saint Honorè e pezzi di lampone.Stop


La torta non era perfetta,soprattutto sulla superficie potevo stendere meglio la panna,ma quell'onda di panna io la trovo terribilmente elegante,così quei punti di rosso a contrasto del bianco.

Se volete vedere delle naked cake splendide,ma non solo,vi consiglio di andare a sbirciare questo meraviglioso blog Call me a cupcake


Con la ricetta di questa torta partecipo al #worldeggday:
venerdì 10 ottobre,infatti, si celebra la Giornata Mondiale dell’Uovo.
Si tratta di una giornata sostenuta a livello internazionale da aziende del settore avicolo e dalla FAO, che per l’alto valore nutrizionale che l’uovo può vantare ne incentiva il consumo in tutto il mondo.

Per promuovere questa giornata tutti gli appassionati di cucina, che hanno a cuore anche la nutrizione, possono postare su Facebook, Twitter e/o Instagram, una ricetta a base di uova o con le uova come ingrediente, con l’hashtag#worldeggday e chiedere ai propri amici di fare altrettanto.


Torta alla crema e lamponi
Per la ciambella alla panna
Ingredienti per uno stampo da 24cm di diametro
3 uova
220 g di zucchero semolato
230g di farina autolievitante in alterntiva 1/2 bustina di lievito
250 ml di panna fresca
scorza di un limone 



Procedimento:
In una ciotola montare le uova con lo zucchero fino a quando non sono spumose,aggiungere la panna, mescolare, infine unire la farina e la scorza grattugiata del limone.
Lavorare con una frusta o spatola fino a quando l’impasto si presenta liscio ed omogeneo.
Versare nello stampo  imburrato ed infarinato l'impasto .

Cuocere in forno a 160-180°C per 30-35min (fare comunque la prova stecchino).




Per la crema 
Ingredienti
380ml di latte
2 uova
1 tuorlo
25g di maizena
70g di zucchero semolato
scorza di limone e/o un baccello di vaniglia


Procedimento
Portare il latte ad ebollizione con la scorza di un limone e/o la vaniglia,nel mentre lavorare a crema le uova con lo zucchero e la maizena.
Versare il latte sul composto e cuocerlo sul fuoco fino a quando non si è addendato.
Rimuovere la scorza di limone,passare la crema al setaccio e farla raffreddare.


Inoltre
300ml di panna montata
liquore o succo di frutta per la bagna (io ho usato del Calvados)
1 cestino di lamponi

Tagliare la ciambella in due parti ricavando tre dischi.Appoggiare il primo disco sul piatto da portata,bagnare con il liquore o il succo,ricoprire con metà della crema,aggiungere alcuni lamponi.Ricoprire con il secondo disco e ripetere le operazioni precedenti con la bagna,la crema ed i lamponi.Mettere sopra l'ultimo disco,pressare e rimuovere l'eventuale crema che esce dai bordi.
Ricoprire con un leggero velo di panna montata tutta la superficie del dolce.
Con la bocchetta da Saint Honorè realizzare l'onda su un'estremità della torta.Infine decorare con pezzi di lampone.



08 ottobre 2014

Cake alle pere con aceto balsamico Tradizionale di Modena e lamponi


Il 17-18-19 Ottobre a Modena nella cornice unica e suggestiva di Piazza Grande si svolgerà,per il quarto anno consecutivo,  La Bonissima, Festival del Gusto e dei prodotti tipici modenesi.
La Bonissima è una mostra mercato  di alta enogastronomia che riunisce più di quaranta produttori  della provincia di Modena. 
I tre giorni della manifestazione dedicata alla rievocazione dell’antica leggenda della nobildonna “la Bonissima”, saranno un’occasione unica per gustare il meglio dei prodotti alimentari modenesi, il tutto accompagnato e arricchito da un’importante serie di eventi e rappresentazioni storiche.


Sulla pagina facebook di LaBonissima,trovate il programma dettagliato degli eventi che si susseguiranno nelle tre giornate e numerose  altre informazioni.

Per promuovere questa manifestazione il  Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena ha chiesto ad alcune foodblogger tra cui la sottoscritta di creare una ricetta che utilizzasse il pregiato aceto.



Con l'Aceto Balsamico ho creato un dolce che guarda all'autunno che sta arrivando.
Una ciambella alla panna,cotta nello stampo da plumcake lungo e stretto servita con pere Williams caramellate con l'Aceto Balsamico e lamponi.
Molto semplice nella preparazione,con ingredienti del territorio emiliano e con l'aggiunta di qualche lampone si ottiene un tocco di colore e di eleganza.



Cake alle pere con aceto balsamico Tradizionale di Modena e lamponi
Ingredienti 
Nota: Per il dolce delle foto io ho usato uno stampo da plumcake di 40x6cm,mettendo 1/3 dell'impasto sotto riportato.Se cuocete tutto l'impasto nel classico stampo da plumcake, raddoppiare la quantità di pere caramellate.

Per la ciambella
3 uova
220 g di zucchero semolato
230g di farina autolievitante in alterntiva 1/2 bustina di lievito
250 ml di panna fresca
scorza di un limone 

1 piccola pera Williams tagliata a piccoli cubetti

Per le pere caramellate
2 piccole pere Williams

una noce di burro
1 cucchiaio di zucchero
Aceto Balsamico Tradizionale di Modena (a piacere)

Per decorare
4-5 lamponi

Procedimento:
In una ciotola montare le uova con lo zucchero fino a quando non sono spumose,aggiungere la panna, mescolare, infine unire la farina e la scorza grattugiata del limone.
Lavorare con una frusta o spatola fino a quando l’impasto si presenta liscio ed omogeneo.
Versare in uno stampo rettangolare di 40x6cm imburrato ed infarinato 1/3 dell'impasto .Aggiungere i cubetti di pera.

Cuocere in forno a 160°C per 20min (fare comunque la prova stecchino).
Una volta freddo togliere la ciambella dallo stampo e appoggiarla sul piatto da portata.

Tagliare a cubetti le due pere Williams,metterle in una padella con una noce di burro ed un cucchiaio di zucchero,cuocerle per alcuni minuti.Quando le pere risultano morbide, aggiungere l'Aceto balsamico tradizionale di Modena e far caramellare fino a quando non risultano lucide e colorite.
Aiutandosi con un cucchiaio appoggiare i cubetti di pere caramellate sulla ciambella,decorare con alcuni lamponi e servire.

07 ottobre 2014

Focaccia alle olive,origano,pomodorini e Passata La verace Cirio


Portarsi il lavoro a casa,per molti significa pc,email a cui rispondere,carte da riordinare,relazioni da redigere.
Per me è portarsi a casa i prodotti della mia azienda ed usarli per cucinare.
Lo faccio con piacere,non è un peso,anzi!


Come la passata di pomodoro Cirio nella bottiglia di plastica.
Di questo prodotto conosco alla perfezione ogni curva della bottiglia,ogni colore dell'etichetta,ogni singolo materiale che compone la confezione.
Conosco i campi italiani dove sono maturate le bacche del pomodoro,conosco la preoccupazione dei nostri agronomi  che ti parlano di un'estate che non vuole arrivare.
Conosco la competenza e la dedizione di chi ogni giorno fa analisi,controlli per assicurare che il prodotto Cirio sia sempre della massima qualità o di chi lavora tra vapore,tubi,nastri che trasportano migliaia di bottiglie.Sono i miei colleghi,sono le persone con cui ogni giorno lavoro,mi confronto,imparo,prendo il caffè,scherzo e a volte discuto.Sono io! Siamo persone che mettono una grande dedizione ed una grande passione nello svolgere il loro lavoro,nonostante il tempo (metereologico) ed i tempi (la crisi) a volte sembrano remare contro.
Sulla confezione dei prodotti Cirio c'è un pomodoro a forma di cuore: non è retorica se vi dico che noi ci mettiamo testa e cuore nel nostro lavoro,è proprio così!


Dopo questa descrizione così appassionata del mio lavoro,che come avrete capito,mi piace molto,vi dico che con la Passata Verace Cirio ho preparato una focaccia.
Nulla di nuovo come impasto,una semplice focaccia con lievito di birra,arricchita con olive e pomodorini.
Ho solo apportato una variante nell'emulsione. Invece di farla con acqua,olio di oliva e sale,ho sostituito l'acqua con la passata d i pomodoro per rendere ancora più marcato il sapore di pomodoro.
E devo dire che sono stata soddisfatta del risultato finale e mi pare che le foto lo dimostrino

Focaccia alle olive,origano,pomodorini e Passata La verace Cirio 
Ingredienti
500g di farina 0
20g di lievito di birra
250-280g di acqua (dipende dalla farina usata)
2 cucchiai di olio d’oliva extravergine 
10g di sale 

Per la salamoia
10 cucchiai di Passata La Verace Cirio
10 cucchiai di olio d’oliva extravergine
origano q.b 
1 cucchiaino di zucchero 
1 cucchiaino di sale fino

Inoltre
Olive taggiasche a piacere 
pomodorini a piacere


Procedimento:
Nella  ciotola della planetaria mescolare le farina  e il lievito sciolto nell’acqua insieme allo zucchero,aggiungere il sale ed i due cucchiai di olio.Lavorare l'impasto per alcuni minuti.
Mettere l'impasto su di un piano da lavoro leggermente infarinato,menarlo con le mani per qualche minuto ancora,formare una palla e metterla a lievitare in una ciotola unta e coperta con un telo o pellicola fino a quando non raddoppia.
Ungere una teglia da forno o  rivestirla  con della carta da forno ,stendere delicatamente l’impasto  e lasciar riposare per 10 minuti.
In una tazza o in una ciotola mescolare tutti gli ingredienti della salamoia e farli emulsionare, con una forchetta fino a ottenere un liquido cremoso e omogeneo
Riprendere la focaccia,stendervi sopra la salamoia,volendo aiutandosi con un pennello,poi con la punta delle dita, formare degli incavi sulla superficie dell’impasto.
Completare la focaccia con olive taggiasche e pomodorini datterini.
Lasciar riposare di nuovo per 20 minuti.
Infine infornare aforno già caldo a 220°C, lasciando cuocere per 25-30 minuti o finché la focaccia non sia dorata. Lasciar intiepidire su una griglia prima di servire.




26 settembre 2014

Cremoso al lime,limone mascarpone


Quest'estate le mie (poche) sperimentazioni si sono concentrate sui cremosi.
I cremosi sono delle preparazioni dolci che possono avere come base crema inglese e/o panna,aggiunta di cioccolato,gelatina come addensante e puree di frutta o paste di frutta secca.
I cremosi hanno come caratteristica comune quella di essere liquidi al momento della preparazione -che prevede l'emulsione degli ingredienti con un mixer ad immersione per rendere più fini le particelle di grasso-e di necessitare  di un riposo di 24 h in frigorifero .Durante tale periodo si ha la cristallizzazione dei grassi che danno come risultato finale  struttura e cremosità al composto.

La consistenza dei cremosi li rende perfetti da usare in bicchierini,associati a mousse per avere contrasti di consistenze,per decorare crostate ma anche per farcire torte.

Nella foto c'è il mio cremoso preferito,quello agli agrumi e mascarpone preso dal libro Tradizione in Evoluzione di Leonardo Di Carlo da cui ho tratto anche le nozioni sopra riportate sui cremosi.Nello specifico il cremoso era abbianto ad una frolla bretone e lamponi.

Cremoso al lime,limone mascarpone
Ingredienti
100g di latte intero
85-90g di panna fresca
10g di glucosio
10g di bucce di lime e limone grattugiate fini
6g di gelatina in fogli
cioccolato bianco 35%  212g
mascarpone 250g

Procedimento:
In una pentola portare ad ebollizione il latte,la panna,il glucosio e le bucce degli agrumi.
Versare il liquido caldo sul cioccolato bianco tagliato finemente o sciolto al microonde a 40°C ed emulsionare con il mixer.Aggiungere il mascarpone leggermente scaldato al microonde ed emulsionare per un minuto.
Versare in un contenitore ermetico e porre in frigorifero per almeno una notte.

NOTA: il tipo di cioccolato bianco usato ed il corretto dosaggio della gelatina influenzano la consistenza del cremoso.
Con Ivoire di Valhrona o il bianco in pastiglie IRCA il cremoso mi è venuto perfetto,con il cioccolato bianco della Metro mi è venuto duro.Il cremoso può risultare duro anche se si eccede in gelatina ed in effetti con le bilance casalinghe non si ha grande accuratezza per cui è facile che i 6g che appaiono a display siano nella realtà qualcosina in più!
Tutto questo non è un problema,se il cremoso risulta duro basta montarlo per qualche decina di secondi in planetaria aggiungendo qualche cucchiaio di panna liquida.

22 settembre 2014

Ciambella allo yoghurt con prugne e cannella



A volte basta davvero poco per rendere speciale la semplicità.
In questo caso un cucchiaino di cannella e una manciata di prugne che avevano sostato troppo a lungo in frigo.

Ciambella allo yoghurt,prugne e cannella
Ingredienti:
230 g di zucchero,
250 g di farina,
230g di uova intere pesate con il guscio
100 g di olio di  riso o di semi di mais  o di oliva,
130 g di yoghurt 
mezza bustina di lievito
un cucchiaino raso di cannella
4-5 prugne 




Procedimento:
Montare le uova con lo zucchero fino a farle diventare spumose, aggiungere delicatamente lo yoghurt,l’olio, mescolare ed infine unire la farina setacciata insieme al lievito ed alla cannella.
Imburrare o ricoprire con carta da forno la base di uno stampo rotondo di 24cm di diametro e versarvi il composto.Lavare le prugne,dividerle a metà,rimuovere il nocciolo e metterle sulla superficie dell'impasto. Cuocere in forno caldo, a 180° circa,  per circa 40 minuti, controllare con uno stuzzicadenti l'effettiva cottura.

Al momento di servire,togliere la ciambella dallo stampo,appoggiarla sul piatto da portata e spolverizzare con zucchero a velo.

28 luglio 2014

The evil chocosquares


Dopo aver provato i quadrotti ai frutti estivi con diverse tipologie di frutta,in questa estate non-estate ci stava  una versione ancora più golosa,al cioccolato.
Non so dire come mi vengano certe idee,questa è stata quasi diabolica per il risultato prodotto,un tripudio di cioccolato a cui è impossibile resistere.





The evil squares

Ingredienti per 16 pezzi (stampo quadrato da 20cm)



Per lo streusel
85 g di burro
80g di zucchero di canna
1/4 cucchiaino di sale
120g di farina 00

20g di cacao amaro

Per la base
100g di farina 00
20 g di cacao amaro
1/2 cucchiaino di lievito chimico
1/4 cucchiaino di sale
115g di burro morbido
100g di zucchero
2 uova a temperatura ambiente
1baccello di vaniglia
Inoltre
200g di cioccolato  in pastiglie o tritato grossolanamente

Procedimento

Preriscaldare il forno a 180°C.

Per lo streusel
In una ciotola mettere tutti gli ingredienti,intriderli con le mani fino ad ottenere omogeneo.Non preoccuparsi se fa fatica a stare compatto.Porre la ciotola in frigo.


Per la base
In una ciotola setacciare la farina,il cacao ,il lievito ed aggiungere il sale.
In un'altra ciotola lavorare fino a renderlo pomata il burro con i semi della vaniglia,aggiungere lo zucchero,mescolare energicamente poi aggiungere le uova una alla volta.
Incorporare le polveri e mescolare fino a quando il composto si presenta liscio e vellutato come aspetto.
Imburrare o ricoprire con carta da forno uno stampo quadrato da 20cm di lato,versarvi dentro l'impasto livellandolo con il dorso di un cucchiaio.

Composizione del dolce
Mettere i pezzi di cioccolato sopra la base,prendere da frigorifero lo streusel e distribuirlo a grosse briciole .
Mettere lo stampo in forno e cuocere a 180°C per 30-40minuti.
Far raffreddare completamente il dolce e poi tagliare 16 pezzi da 4cm di lato ognuno.